Al termine del mio tour della West Coast è stata la volta del parco nazionale Abel Tasman e della Golden Bay con due carissimi amici, Diego (argentino) e Christina (danese), mi sono venuti a prendere improvvisamente a Nelson una mattina e dopo un’oretta spesa a mettere tutti i nostri bagagli nella macchina (ancora non ci credo che ce l’abbiamo fatta) siamo partiti in direzione della punta più a nord della South Island, senza alcuna idea precisa su cosa fare e dove andare, solo la direzione era chiara, Farewell Split, una lingua di sabbia che sulla mappa sembra come un becco di kiwi.
Lungo la strada si chiacchiera e nasce l’idea di andare a fare un 3 giorni di kayaking sul mare, lungo il parco nazionale di Abel Tasman, quindi la tappa è Motueka, la cerchiamo di prenotare l’attività ma da bravi latini come siamo eravamo in ritardo e avremmo dovuto aspettare il giorno successivo, quindi piano saltato, andiamo a farci un caffè e dopo un giro in paese si risale in auto, ancora direzione nord, passando intorno al parco nazionale, una strada che ricorda un po’ quelle di montagna di casa. Viaggiare con loro è sempre bello perchè non si respira ansia alcuna e la quiete ti trasporta come in una vita parallela, dove non ci sono guerre e solo la pace esiste.
Dopo la mattinata passata girando verso le 3 o forse 4 del pomeriggio ci fermiamo a Te Kaka per mangiare qualcosa. Quel qualcosa era della pasta cucinata la sera precedente e mangiata direttamente dalla padella seduti in un prato nel centro del paesello lontano da tutto.. In quel giardinetto abbiamo conosciuto altri ragazzi che come noi stanno viaggiando il mondo, ma a differenza delle persone incontrate finora qua abbiamo incontrato un’altra categoria di viaggiatori, gente che vive in tenda e mangia la frutta raccolta negli alberi un po’ troppo Hippies per i nostri gusti, quindi dopo un po’ all’imbrunire, dopo aver giocato a calcio lungo la strada e dentro al supermercato mentre compravamo qualcosa per cena siamo ripartiti, sempre in direzione Farewell.
Il tramonto ci ha fatto compagnia lungo il nostro viaggiare, e una volta arrivato il buio anche noi eravamo arrivati a destinazione, ma non ce ne eravamo resi conto, nessuna indicazione, nessun paese, e nell’unico agglomerato di case che abbiamo incontrato non c’era anima viva, tutto questo ha creato intorno a noi un’atmosfera da favola, eravamo in mezzo ad un paradiso terrestre, con un auto piena di bagagli e fondamentalmente non ci mancava nulla ma allo stesso momento non avevamo nulla, la concezione del tempo e dello spazio non era cosa per noi, e senza sapere dove avremmo passato la notte, l’estrema alternativa sarebbe stata loro in tenda ed io mi ero offerto di dormire in auto, ma viaggiando al buio in strade poco battute abbiamo visto delle finestre illuminate e un’insegna di accommodation, e la per fortuna abbiamo trovato da dormire e una cucina dove preparare la cena in pieno stile argentino, agnello e manzo con verdure in padella mangiate direttamente dal tavolaccio..
Dopo qualche birra e chiacchierata ci siamo addormentati con la musica suonata dall’oceano, o meglio, dal Mar della Tasmania.
La mattina dopo una bella ed abbondante colazione pronti per camminare sopra la lingua di sabbia che marca il punto più a nord dell’isola del Sud abbiamo ricaricato tutto in macchina. Proprio mentre stavamo per partire una chiamata rovina tutti i piani, i miei amici il giorno successivo avrebbero cominciato a lavorare e quindi via di corsa in direzione inversa. Si ok non avremo visto con i nostri occhi la Farewell Split ma comunque abbiamo vissuto due giorni favolosi, viaggiando senza alcun pensiero e tranquilli cullati dalle vibrazioni positive emanate da questa terra favolosa..
Ogni giorno ringrazio Dio e chi ha reso possibile questa mia splendida avventura in questo lato del mondo!!
E non finisce qua…