Primo inverno dopo due estati

10 05 2009

cosa prova l’animo di un viaggiatore quando ritrova se stesso dopo aver perso l’orientamento per diversi mesi

Nel pieno di un vortice di emozioni e sensazioni che mai mi abbandonano dopo sei mesi lontano da casa ho realizzato che mentre la mia famiglia sta indossando il costume da bagno per me è come se fosse novembre, e questo spiega molte cose che finora non capivo perchè accadessero, soprattutto questa tristezza che c’è nell’aria, più che altro malinconia.
Dopo alcune settimane, circa 7, vissute qua in casa con gente che va e che viene ma alcuni di noi erano qua da tempo ed eravamo come il nocciolo duro della situazione -quelli che conoscono come funziona- e stamattina siamo rimasti in due, eravamo circa 10!
Io sto meditando tutto il tempo su quanto sia bello essere tornato a provare sentimenti così forti e travolgenti, anche se non sempre positivi o allegri, e l’altro, Pedro, sta pensando di cambiare lavoro e casa, anche io vorrei, ma sto vortice di emozioni non mi permette di camminare con le mie gambe, sono completamente travolto e l’unico modo è seguire la corrente dei miei pensieri, ed è quello che sto facendo da qualche mese, e devo dire che la vita in questo modo è semplicemente meravigliosa!
Le settimane scorse le sensazioni erano favolose, tornare dal lavoro e sentirsi come rientrare a casa dove il mio letto, gli amici, come una grande famiglia mi stavano aspettando, era un po’ come stare a casa mia. In fondo questa è stata la mia prima casa dove ho vissuto per più di un mese lontano dalla mia “abituale dimora” e dalla mia vera famiglia.

Provate ad immaginare la sensazione dopo una giornata di lavoro a raccogliere questi “maledetti” kiwi-fruit con altri ragazzi come me, che lavorano solo per permettersi qualche settimana in più di viaggio/vacanza, durante il viaggio di ritorno, sul furgoncino pieno di gente proveniente da tutto il mondo, ragazzi e ragazze (poche..) con i quali si è creata una certa sintonia; provate a chiudere gli occhi, stare seduti in quel sedile, circondati da questa atmosfera amichevole e familliare, e improvvisamente aprire gli occhi e quello che si presenta è il paesaggio della Nuova Zelanda!
Ritornare alla realtà e vedere intorno a se quella che è stata la meta/sogno dei miei ultimi anni è semplicemente favoloso, e in più la sensazione di rientrare a casa, la casa dove sto vivendo per più di un mese, con le stesse persone, dormire nello stesso letto tutte le notti, avere di nuovo una specie di routine che non è affatto noiosa, ma riscalda il cuore nel freddo del vento del sud pacifico.

E poi rientrare nella splendida casa di fronte la spiaggia sul pacifico -con un’isolotto di fronte e un monte al termine delle penisola che delimita questo quartiere- salire le scale e nella cucina/salotto trovare gli altri che ti chiedono come sia stata la giornata e magari qualche volta anche ricevere un bacio e un abbraccio da quella che era la mia dolce metà per qualche tempo.. cosa meglio di questo?

Qui ho imparato ancora di più a vivere senza beni materiali, in fondo sto sempre viaggiando con uno zaino e niente più; raccogliere kiwi non aiuta a diventare ricchi e vivere con pochi soldi, abbastanza per pagare l’affitto e un po’ di cibo, questo mi ha portato in uno stato d’animo così profondo e pieno di sentimenti che distolgono l’attenzione da tutto quanto è superfluo in questa vita, ma che troppo spesso ci illudiamo sia fondamentale.
Auguro a tutti di poter vivere almeno qualche giorno di sinceri sentimenti come li sto vivendo io, valgono più di una vita di  ”vita normale”!! così veramente si scopre il valore di quanto abbiamo invece di usare i battiti del cuore per desiderare quello che non si può avere o che è solamente prettamente inutile!

Dovevo raccontare quello che sto vivendo ora, anche se volevo proseguire con i racconti dei miei viaggi alla scoperta di questa bellissima nazione, piena di natura incontaminata, stay tuned chi lo sà quando arriverà il prossimo racconto?








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