Goodbye North Island

27 06 2009

This time I decided to write in English -or something like that..- as tanks-form to all my mates met in Aotearoa.
All of You guys from the taxi driver who drove me to the backpackers from the airport just arrived 7 months ago to all the Ngati Porou tribe.
I’m heading South right now to reach Christchurch where I’ll leave my last few days in this Magic Land, “The Land of Long White Cloud” and leave the North Island is feeling like leave my best experience ever, where i found/experienced so much Love around.
When i landed in Wellington the firts day I was feeling so alone, tired of my backpacking life and thinking of finish soon my experience in Aotearoa and come back in Europe, but was already more than 3 months ago!
Now i feel so full of good vibes and totally satisfied in my Soul and so happy to had the opportunity to share all this with lots of good people, is difficult to mention all of You guys, but You know who you are, as I never hid my feelings to anybody..
I wish to everybody to live an experience like mine here, I come back to use my Heart to choose of my way instead use rationality or other fake feelings like we are pushed to do from this fake society, that give more worth to material things and is going to loose the power of real feelings and, above all, the Respect for Nature -let’s call it with its own name: Papatuanuku-
As almost all of my fellows know lots of things changed in my life, from my goatee to my approach to life; actually nothing changed, I’m still the same I was, but now I’m using the best part of our being to live instead of let outside-coming-not-real-worries cover my smile!
There are “so much things to say right now” -like Bob Marley sang- that is difficult to collect all my thoughts and write them down here, but I want to try to let my feelings now reach your soul, and I alway agree with semplicity and will leave you with the best words I ever learnt:

KIA ORA!

Happines

PS sorry for my English.. Mother Nature gave me other skills :P





Magic Wellington

26 06 2009

In diretta dal traghetto che mi sta portando di nuovo nell’isola del sud, pochi km di oceano dividono le due grandi isole che formano questa magica terra che molti conoscono come Nuova Zelanda e che ho scoperto e capito che in realtà si chiama Aotearoa -la terra della lunga nuvola bianca-
Ho appena lasciato con una lacrimuccia scesa dal ventricolo destro la “Windy-Wellington” per ritornare a Christchurch, la città che mi ha accolto all’inizio di questa esperienza e che ha iniziato a regalarmi doni che solo ora, al termine del mio tempo in questa terra, riesco a capire e interpretare.
Avrei così tanto da raccontare che potrei passare i prossimi anni a narrare quanto accaduto solo nelle ultime settimane, e se partissi dall’inizio sarebbero 7 mesi in Aotearoa e anni di preparazione -inconsapevole- in Italia..

Questa volta vorrei regalare a Voi lettori le emozioni che hanno invaso i miei pensieri ed il mio cuore camminando lungo le strade di Wellington, città così simile a quanto viviamo noi in Europa ma allo stesso tempo così diversa, frettolosa come una città ma pacata e profonda come questa meravigliosa nazione.
Un momento in particolare mi ha colpito, ed ha impresso la sua orma nel mio cuore e ho deciso di condividerlo con voi, piuttosto che raccontare le vetrine del centro o quanto si può ricevere guardando le foto o leggendo guide della città.

Una sera dopo aver trascorso il giorno con i migliori amici che anbbia incontrato viaggiando in tutta la mia vita -tralascerei anche il “viaggiando”- ho accompagnato a casa un’amica nelle colline dove la città sorge. E nonostante ci fermavamo spesso per scattare foto e ammirare quanto ci circondava solo al ritorno in direzione del centro camminando ascoltando la mia playlist preferita di questi giorni (U2 – “How to dismantle and atoic bomb” ; Jamiroquai “Travelling without moving” & “Dynamite” ; Joe T Vannelli “Supalova vol.9”)
Le vie che si arrampicano su questi piccoli ma scoscesi colli sono anni luce dalle grandi avenues e highways che tracciano la città come un tessuto di collegamenti asfaltati, qua ci sono tornati e due auto non riescono a passare nello stesso momento, ma non manca mai un marciapiede dove camminare sicuri, e questa è già una enorme differenza da quanto si vive in Italia.. [a mio avviso una manifesta forma di rispetto delle persone che decidono di aggiungere la propria goccia nel mare di chi vuole salvare questo pianeta.]
Percorrendo queste affascianti vie non si può realizzare di trovarsi nel pieno di una capitale della portata di Wellington, tutto attorno ci sono solo alberi e terra, solo dai punti più alti ed esposti si riescce a vedere che in mezzo a tutto quel verde ci sono abitazioni, e non palazzoni grigi, ma piccole e graziose case rigorosamente in legno che hanno l’aria di dare il calore che il Sole questo periodo dell’anno qua non riesce a trasmettere.
Improvvisamente alla fine di una siepe alta due volte me stesso sono apparsi invece i grattacieli del centro, pochi passi lontani da me, ma così distanti..
Continuando a scendere la musica continuava ad accompagnare i miei passi, ogni volta che sono passato in uno dei tanti ponti che attraversano le grandi highway che attraversano il centro -senza crare alcun fastidio- mi sono sentito come in cima al mondo, me, un semplice ragazzo di campagna, un Polverigiano, ora sta qua, con il cuore pieno di gioia, sprizzando energia positiva che travolge tutti quanti mi passano vicino, appena fuori da una delle esperienze più profonde e toccanti che una persona possa vivere in questo mondo e in Wellington!!
La ciliegina sulla torta è arrivata negli ultimi metri di questa camminata in direzione dell’ostello, mentre mi trovavo in una delle vie più trafficate dai nottambuli alla ricerca di divertimento, musica ad alto volume e qualche drink per sciogliere i lacci che di giorno ci tengono ingabbiati; in quel momento Bono ha dato del suo meglio cantando nei miei auricolari “All because of You” (Tutto per causa/colpa/merito Tuo) e involontariamente ho alzato gli occhi al cielo e nonostante le tettoie che sovrastano quasi tutti i marciapiedi ho potuto ammirare il blu scuro del cielo, e nonostante le luci della città c’erano delle stelle che aspettavano i miei occhi le scorgessero e improvvisamente ho realizzato che stavo rivolgendo il mio volto verso il cielo per ringraziare Dio di quel meraviglioso momento, mi sentivo esplodere di gioia, e una di quelle stelle la in alto appena un po’ alla mia destra come sempre – ogni volta che alzo gli occhi per cercarla c’è sempre – quella stella non è solo un punto di luce nel cielo buio della notte, quella stella è là da almeno 8 anni ormai, quella stella è Luca, una delle persone che più di tutti hanno cambiato la mia vita, e ora voglio ricordarlo così.
All Because Of You, tutto per merito tuo, che tu sia Dio o il più grande amico di sempre che ora mi guarda da lassù, GRAZIE! KIA ORA!





Passeggiando in Auckland

19 06 2009

quando tutto va bene e ogni secondo te lo godi al massimo


Salto a piedi pari l’avventura nella terra della tribù Maori “Ngati Porou” dove ho vissuto uno dei momenti più profondi della mia vita, e proprio per questo preferisco non raccontarli qua ma di persona, magari con una bella birrozza..
Ho appena lasciati gli amici e i posti dove ho vissuto gli ultimi tre mesi, arrivato da turista stanco e partito completamente nuovo, non direi cambiato, ma certo il pizzo che mi sta crescendo in faccia lascia trasparire qualcosa differenza dal passato.
Mi ritrovo a passeggiare per le vie del centro di Auckland dopo aver vissuto con persone che usano stivali di gomma tutto il giorno perchè c’era fango ovunque, mi giro intorno e vedo Porsche parcheggiate lungo la strada, vetrine di Gucci, Grand Hotel con tanto di parcheggiatori pronti sulla porta. Potete immaginare? Credo che ognuno possa farsi un film tutto suo riguardo cosa potessi provare e vivere in quei momenti, ma non so quanti si avvicineranno a quanto provavo io.
Di solito di fronte a grandi città come questa -mi han detto sia tra le più grandi al mondo.. verificherò- ci si sente a disagio soprattutto se si arriva da una sana, onesta e sincera vita all’aperto in mezzo alla natura, con giornate regolate dal meteo e temperatura a discrezione di vento e sole. Io invece dopo quanto vissuto nelle ultime settimane mi sento carico di energia positiva, in piena sintonia con il mondo, con la natura e quindi nulla e nessuno può mettermi a disagio, non finchè riuscirò a mantenere questo equilibrio o meglio connessione con Madre Natura..
Mi sono ritrovato [come]quasi improvvisamente solo ma senza un filo di solitudine a passeggiare ascoltando Jamiroquai dal mio telefonino e fuori dagli auricolari i suoni di una città, e che città! Auckland, la Milano della Nuova Zelanda, piena zeppa di orientali, come nessun’altra città qua sotto.
Il vento rimane sempre il padrone del termometro anche in città, ma l’idea di una camera riscaldata dove andare a dormire non è cosa da poco dopo le notti passate senza riscaldamento -e quante!-
La luce delle strade oscura le stelle che sono sempre così presenti in questo cielo, ma basta allontarsi un po’ dal centro e lo splendore torna ad abbagliare la vista di questi occhi europei
L’odore di queste vie è un mix tra fast food, ristoranti cinesi, thailandesi, indiani, biscotti appena sfornati e un pizzico di gas di scarico..
Dopo una bella e sopratutto abbondante cena regolare e una favolosa ciambella al Dunkin Donuts – Marghi lo sai già che l’ho mangiata per te e non per il mio stomaco- mi sono goduto una bella lunga passeggiata per le vie del centro, senza meta, come correre in un prato seguendo il volo delle farfalle..
Ho lasciato suonare nei miei auricolari la musica sempre affascinante di Jay Kay che in quel momento calzava a pennello e là fuori solo rumori di macchine e un paio di sirene -si mi manca di guidare, soprattutto quei mezzi con le luci colorate che servono per aiutare le persone- mi sono mischiato con le ultime affannate persone che frequentano questi marciapiedi, più che rientrare a casa sembrano come scappare da quanto li ha tenuti impegnati durante il giorno.
Così buttando passo dopo passo realizzavo quanto fantanstico sia questo momento della mia vita, a spasso senza fretta, senza pressione, nonostante siano gli ultimi giorni qua, ma libero e spensierato come non mai, soprattutto ora che mi sento così carico di cose buone (e non mi riferisco solo alla cena!) in mezzo ad Auckland, città meravigliosa dall’altra parte del mondo, indipendente e pronto a tutto, chce sia buono o terribile, pronto!
Ho potuto come odorare, vedere e toccare la perfezione, tutto va meglio di come averi potuto immaginare! Ora spero che questo anziché suscitare invidia (è naturale, tutti la provano!) spero questo emani nell’aria le “radiazioni” di energia che emano neanche fossi una barra di plutonio scappata dalla centrale..
Auguro a tutti voi che leggete di provare quanto vivo io ora e che mi sto godendo per tutti quanti non hanno mai avuto la possibilità di farlo, vi auguro di vivere ogni giorno con soli sorrisi in faccia e il cuore pieno di gioia!





Still Alive!

14 06 2009

Ciao a tutti voi lettori, ma soprattutto lettrici!
Sì, lo so, negli ultimi mesi mi sono allontanato un po’ dal blog (e dalla lingua italiana, sorry..).
Fortunatamente sto vivendo una vita priva di quasi tutto sia non essenziale e quindi connessione internet, e tempo per sbattere i polpastrelli sulla tastiera non ne ho molto..
Non mi sono dimenticato però di pubblicare le foto che si trovano esattamente qui !
I giorni appena trascorsi ho vissuto lontano da tutte le comodità in una terra ancora intatta dove la tribù Maori -Ngati Porou-  che vive in quell’angolo di paradiso mi ha accolto a braccia aperte, cosa inaspettata da questo popolo di guerrieri! Immaginate quindi quanto possa essere stato coinvolgente e travolgente questa mia esperienza..

Appena riuscirò a trovare il tempo e l’ispirazione renderò pubblico il racconto di quanto accaduto e vissuto, neanche una settimana che ho sentito trascorrere come fosse stato un anno intero!

Ora esco a godermi una rara giornata di sole nel freddo autunno Neozelandese..

A presto amici miei!





Primo inverno dopo due estati

10 05 2009

cosa prova l’animo di un viaggiatore quando ritrova se stesso dopo aver perso l’orientamento per diversi mesi

Nel pieno di un vortice di emozioni e sensazioni che mai mi abbandonano dopo sei mesi lontano da casa ho realizzato che mentre la mia famiglia sta indossando il costume da bagno per me è come se fosse novembre, e questo spiega molte cose che finora non capivo perchè accadessero, soprattutto questa tristezza che c’è nell’aria, più che altro malinconia.
Dopo alcune settimane, circa 7, vissute qua in casa con gente che va e che viene ma alcuni di noi erano qua da tempo ed eravamo come il nocciolo duro della situazione -quelli che conoscono come funziona- e stamattina siamo rimasti in due, eravamo circa 10!
Io sto meditando tutto il tempo su quanto sia bello essere tornato a provare sentimenti così forti e travolgenti, anche se non sempre positivi o allegri, e l’altro, Pedro, sta pensando di cambiare lavoro e casa, anche io vorrei, ma sto vortice di emozioni non mi permette di camminare con le mie gambe, sono completamente travolto e l’unico modo è seguire la corrente dei miei pensieri, ed è quello che sto facendo da qualche mese, e devo dire che la vita in questo modo è semplicemente meravigliosa!
Le settimane scorse le sensazioni erano favolose, tornare dal lavoro e sentirsi come rientrare a casa dove il mio letto, gli amici, come una grande famiglia mi stavano aspettando, era un po’ come stare a casa mia. In fondo questa è stata la mia prima casa dove ho vissuto per più di un mese lontano dalla mia “abituale dimora” e dalla mia vera famiglia.

Provate ad immaginare la sensazione dopo una giornata di lavoro a raccogliere questi “maledetti” kiwi-fruit con altri ragazzi come me, che lavorano solo per permettersi qualche settimana in più di viaggio/vacanza, durante il viaggio di ritorno, sul furgoncino pieno di gente proveniente da tutto il mondo, ragazzi e ragazze (poche..) con i quali si è creata una certa sintonia; provate a chiudere gli occhi, stare seduti in quel sedile, circondati da questa atmosfera amichevole e familliare, e improvvisamente aprire gli occhi e quello che si presenta è il paesaggio della Nuova Zelanda!
Ritornare alla realtà e vedere intorno a se quella che è stata la meta/sogno dei miei ultimi anni è semplicemente favoloso, e in più la sensazione di rientrare a casa, la casa dove sto vivendo per più di un mese, con le stesse persone, dormire nello stesso letto tutte le notti, avere di nuovo una specie di routine che non è affatto noiosa, ma riscalda il cuore nel freddo del vento del sud pacifico.

E poi rientrare nella splendida casa di fronte la spiaggia sul pacifico -con un’isolotto di fronte e un monte al termine delle penisola che delimita questo quartiere- salire le scale e nella cucina/salotto trovare gli altri che ti chiedono come sia stata la giornata e magari qualche volta anche ricevere un bacio e un abbraccio da quella che era la mia dolce metà per qualche tempo.. cosa meglio di questo?

Qui ho imparato ancora di più a vivere senza beni materiali, in fondo sto sempre viaggiando con uno zaino e niente più; raccogliere kiwi non aiuta a diventare ricchi e vivere con pochi soldi, abbastanza per pagare l’affitto e un po’ di cibo, questo mi ha portato in uno stato d’animo così profondo e pieno di sentimenti che distolgono l’attenzione da tutto quanto è superfluo in questa vita, ma che troppo spesso ci illudiamo sia fondamentale.
Auguro a tutti di poter vivere almeno qualche giorno di sinceri sentimenti come li sto vivendo io, valgono più di una vita di  ”vita normale”!! così veramente si scopre il valore di quanto abbiamo invece di usare i battiti del cuore per desiderare quello che non si può avere o che è solamente prettamente inutile!

Dovevo raccontare quello che sto vivendo ora, anche se volevo proseguire con i racconti dei miei viaggi alla scoperta di questa bellissima nazione, piena di natura incontaminata, stay tuned chi lo sà quando arriverà il prossimo racconto?





HAPPY EASTER WORLD!!

12 04 2009

Buona Pasqua Mondo!!
nonostante il computer mi abbia abbandonato come al solito un paio di giorni prima delle festivita’ e nonostante le migliaia di kiwi da raccogliere che mi aspettano non potevo perdere l’occasione di farvi i miei auguri di

BUONA PASQUA!!

per chi come me crede nella fede cattolica questo e’ il giorno piu’ bello dell’anno…
I migliori auguri di una Rinascita in tutti i vostri cuori, che la gioia illumini tutti i nostri cammini!
appena avro’ il mio computer vi rendero’ partecipi di altre avventure-esperienze.
Un abbraccio grande e buona colomba a tutti!!!





Abel Tasman & Golden Bay

4 04 2009

Al termine del mio tour della West Coast è stata la volta del parco nazionale Abel Tasman e della Golden Bay con due carissimi amici, Diego (argentino) e Christina (danese), mi sono venuti a prendere improvvisamente a Nelson una mattina e dopo un’oretta spesa a mettere tutti i nostri bagagli nella macchina (ancora non ci credo che ce l’abbiamo fatta) siamo partiti in direzione della punta più a nord della South Island, senza alcuna idea precisa su cosa fare e dove andare, solo la direzione era chiara, Farewell Split, una lingua di sabbia che sulla mappa sembra come un becco di kiwi.

Lungo la strada si chiacchiera e nasce l’idea di andare a fare un 3 giorni di kayaking sul mare, lungo il parco nazionale di Abel Tasman, quindi la tappa è Motueka, la cerchiamo di prenotare l’attività ma da bravi latini come siamo eravamo in ritardo e avremmo dovuto aspettare il giorno successivo, quindi piano saltato, andiamo a farci un caffè e dopo un giro in paese si risale in auto, ancora direzione nord, passando intorno al parco nazionale, una strada che ricorda un po’ quelle di montagna di casa. Viaggiare con loro è sempre bello perchè non si respira ansia alcuna e la quiete ti trasporta come in una vita parallela, dove non ci sono guerre e solo la pace esiste.

Dopo la mattinata passata girando verso le 3 o forse 4 del pomeriggio ci fermiamo a Te Kaka per mangiare qualcosa. Quel qualcosa era della pasta cucinata la sera precedente e mangiata direttamente dalla padella seduti in un prato nel centro del paesello lontano da tutto.. In quel giardinetto abbiamo conosciuto altri ragazzi che come noi stanno viaggiando il mondo, ma a differenza delle persone incontrate finora qua abbiamo incontrato un’altra categoria di viaggiatori, gente che vive in tenda e mangia la frutta raccolta negli alberi un po’ troppo Hippies per i nostri gusti, quindi dopo un po’ all’imbrunire, dopo aver giocato a calcio lungo la strada e dentro al supermercato mentre compravamo qualcosa per cena siamo ripartiti, sempre in direzione Farewell.

Il tramonto ci ha fatto compagnia lungo il nostro viaggiare, e una volta arrivato il buio anche noi eravamo arrivati a destinazione, ma non ce ne eravamo resi conto, nessuna indicazione, nessun paese, e nell’unico agglomerato di case che abbiamo incontrato non c’era anima viva, tutto questo ha creato intorno a noi un’atmosfera da favola, eravamo in mezzo ad un paradiso terrestre, con un auto piena di bagagli e fondamentalmente non ci mancava nulla ma allo stesso momento non avevamo nulla, la concezione del tempo e dello spazio non era cosa per noi, e senza sapere dove avremmo passato la notte, l’estrema alternativa sarebbe stata loro in tenda ed io mi ero offerto di dormire in auto, ma viaggiando al buio in strade poco battute abbiamo visto delle finestre illuminate e un’insegna di accommodation, e la per fortuna abbiamo trovato da dormire e una cucina dove preparare la cena in pieno stile argentino, agnello e manzo con verdure in padella mangiate direttamente dal tavolaccio..

Dopo qualche birra e chiacchierata ci siamo addormentati con la musica suonata dall’oceano, o meglio, dal Mar della Tasmania.

La mattina dopo una bella ed abbondante colazione pronti per camminare sopra la lingua di sabbia che marca il punto più a nord dell’isola del Sud abbiamo ricaricato tutto in macchina. Proprio mentre stavamo per partire una chiamata rovina tutti i piani, i miei amici il giorno successivo avrebbero cominciato a lavorare e quindi via di corsa in direzione inversa. Si ok non avremo visto con i nostri occhi la Farewell Split ma comunque abbiamo vissuto due giorni favolosi, viaggiando senza alcun pensiero e tranquilli cullati dalle vibrazioni positive emanate da questa terra favolosa..

Ogni giorno ringrazio Dio e chi ha reso possibile questa mia splendida avventura in questo lato del mondo!!

E non finisce qua…





The West is the best

18 03 2009

Altri giorni meravigliosi sono arrivati dopo la “visita” a Franz Josef, il ghiacciaio..
La tappa successiva è stata Hokitika, un piccolo paese in riva all’oceano, lungo la West Coast.
Solamente l’ostello dove ho alloggiato merita una nota, un casa ben curata e in riva al mare! Altro che ostello, confusione e piatti sporchi!
Appena arrivato ho voluto subito godermi un po di sana musica suonata dalle onde oceaniche, purtroppo il meteo non era dei migliori, cielo grigio e un po’ di tipica pioggia leggera.. ma questo non ha per niente tolto magia dall’aria che si respirava da quelle parti, e così dopo la classica spesa per il cibo mi son goduto la quiete della spiaggia selvaggia nonostante ai bordi di questa piccola cittadina.
Purtroppo il tanto atteso tramonto sull’oceano non me lo sono goduto a causa della pioggia e delle tante nuvole, ma anche solo fare 2 passi di notte con la sabbia sotto i piedi non è stato affatto male!
Dopo una sana dormita cullato dal suono delle onde, leggere ma maestose, come solo l’Oceano Pacifico sa fare, è stata l’ora di lasciare Hokitika per una nuova destinazione.
Una breve pausa lungo la via a Greymouth e destinazione Punakaiki, mi aspettavo un piccolo paesello ed invece ho trovato solo un bar lungo la strada, un ostello in riva al mare e tanta tanta natura!
Questo posto è famoso per le “Pancake Rocks” delle rocce sul mare che sembrano delle vere e proprie pancake, le classiche frittelle che qua si mangiano a colazione (chi non ricorda le frittelle di Zio Paperino di cui Qui Quo e Qua sono tanto golosi?? :D )
Immaginate di stare seduti su di uno scoglio, con l’oceano che finisce sotto i vostri piedi e alle vostre spalle un’immensa foresta pluviale, densa e verde come non mai..
Due giorni sono passati molto velocemente osservando le onde, è stato un po’ come guardare il fuoco, uno spettacolo della natura mille volte meglio di qualsiasi programma tv!
L’apoteosi di questi giorni è stato il tramonto sull’oceano, credo il più bello ed affascinante che abbia mai visto in vita mia!
Dopo una passeggiata a vedere le Pancake Rocks e un po’ di natura selvaggia la intorno sono rientrato all’ostello, davvero molto avvogliente (che dire della wi-fi con chiave wep? eheheh) un piccolo rifugio lontano dalla civiltà ma dove senti che non manca nulla, un’emozione che raramente si prova a casa, quando circondati da tutto, decisamente più di quanto avremmo bisogno, ci sentiamo vuoti dentro; qua è l’esatto opposto, non c’è segnale telefonico e nemmeno un piccolo shop per comprarsi da mangiare, eppure la sensazione è quella di poter vivere la mesi e mesi della propria vita senza sentire la mancanza di nulla!
Lo spettacolo è cominciato quando il sole era ormai prossimo all’orizzonte, tutti gli spettatori seduti sugli scogli, qualcuno con i piedi a bagno camminando sulla spiaggia scoperta dalla bassa marea, io ho preferito starmene seduto su uno scoglio abbastanza comodo, con una bottiglia di buon rosso locale in compagnia di un’amica conosciuta qualche giorno prima a Queenstown. Che dire, le foto spiegheranno meglio di me, è davvero difficile descrivere cosa si prova davanti ad uno spettacolo così carico di potenza e delciatezza.
L’oceano sembrava essersi fermato, come trattenesse il respiro osservando anche lui i giochi di colori creati dalla sfera di fuoco sospesa nel cielo, secondo dopo secondo sua maestà il Sole si è andato a nascondere oltre l’orizzonte, in quel momento stava alzandosi nel cielo europeo, e l’idea che tutti quei colori nel cielo fossero chiara luce per i miei cari oltre l’oceano che stavo osservando estasiato e oltre ancora una grande fetta di globo mi ha fatto provare sensazioni che niente come certi spettacoli della Natura sanno donare..
E una volta terminati i giochi di colori nel cielo, quando il Sole stava riscaldando una fredda giornata in patria, sono arrivate loro, le stelle!
Come si possano vedere stelle nell’emisfero australe non ce n’è al nord! Qua la via lattea è più chiara di un viale illuminato a giorno nelle vie cittadine, la croce del sud è sempre più brillante, è stupendo vedere come la maestosità della Natura da queste parti non soccomba all’uomo, anche se credo che non ci sia uomo o umanità che possa logorare la Natura, magari credere di farlo per un po’, ma poi alla fine chi è il più forte?
Auguro a tutti voi di poter ammirare almeno una volta nella vostra vita un tramonto ed un cielo stellato come ho io ho potuto, in quell’occasione i veri sentimenti verrano a galla nel cuore!

PS mi scuso ma non riesco ancora a pubblicare le foto, appena avrò una connessione decente lo farò!! sono davvero tante!!!





Al cospetto di Franz Josef, il ghiacciaio

28 02 2009

Un bel ritorno alla vita selvaggia nel pieno della natura neozelandese..
Dopo aver mollato Queenstown, località schifosamente turistica (comunque interessante per me e i miei obiettivi professionali) e piena di europei (ma i tedeschi non stanno più in Germania?? qualcuno potrebbe andare a controllare, mi sa che manca un sacco di gente lassù.. :D ) è stata l’ora di viaggiare lungo la spettacolare West Coast e la prima tappa è stata proprio a Franz Josef, al cospetto di uno dei ghiacciai più grandi al mondo..

La prima giornata è stata caratterizzata da pioggia e stanchezza, quindi mi sono goduto il paesello di 4 case e la pioggia. Il suono delle gocce che cadono sul tetto a volte è la miglior musica al mondo! Ho tentato di avvicinarmi al ghiacciaio dalla via più semplice e (con il senno di poi posso dire per fortuna..) ha cominciato a piovere ed essendo sprovvisto di abbigliamento adeguato me ne sono tornato al paese, e camminare sotto la pioggia mi ha riempito di nuovo di energie positive!

Il secondo giorno sveglia alla buonora, colazione neanche troppo abbondante e infilato nello zaino dell’acqua e un paio di snacks ho acceso il gps e via! Il sentiero all’inizio era paurosamente semplice, poi chilometro dopo chilometro ha cominciato a farsi più interessante, sempre più stretto ed impervio, ed avendo solo delle scarpe “normali” non da treking mi sono divertito a trovare vie alternative per non riempirmi i piedi di fango.
Camminare in mezzo alla foresta pluviale, immerso in  un verde incredibilmente pieno di buone vibrazioni, mi ha fatto tornare indietro nel tempo, i pensieri cominciavano a scorrere più fluidi, l’animo ogni passo più sereno..
Quando mi ritrovo a camminare da solo in mezzo a questa natura incontaminata a volte passo dal sentirmi un pistolero in giro per il deserto in un film western ad uno dei protagonisti dei vari telefilm avventurosi che hanno riempito le giornate di noi bambini negli anni ‘80.. (ma con un camelback sulle spalle e un gps ultima generazione :D ) piacevole sensazione, anche perchè la mia è vera avventura!!
E come non citare il mio “Mc Gyver moment”?? dopo circa 4km di sentiero, un paio di torrenti gonfiati dalle piogge attraversati camminando sulle rocce sporgenti e un paio di ponti di corda mi sono trovato davanti una pozza lunga almeno 10 metri e profonda una ventina di cm.. che fare? scarpe trainers, pantaloni “normali” niente di tecnico o water-proof e nessuna possibilità di camminare su rocce o radici sporgenti, in quanto non ce n’erano.. che fare?  Prima di farmi prendere dallo sconforto ho deciso di prendermi una pausa, mangiare qualcosa e bere un po’, sicuramente la tranquillità mi avrebbe chiarito le idee, e nello scegliere tra una barretta e una mela opto per la seconda, e qui la svolta! avevo la mela dentro 2 buste, ed io ho 2 piedi! quindi mela in tasca, piedi nelle buste e via! attraversata la pozza, piedi asciutti e puliti e mentre sfilo le buste arriva il classico tedesco in piena tenuta alla Indian Jones che mi schernisce con un sorriso, faccio una battuta (potevo non farla??), sfilo la mela dalla tasca e mi godo lo spettacolo di vedere Indiana Jones dei poveri spendere minuti titubante di fronte a questa pozza.. e mangiando la mela me ne vado!

Dopo quasi 3 ore di cammino immerso nella foresta pluviale si apre lo scenario, attraversato l’ultimo ponte di corde e legno le vibrazioni cambiano, sto lasciando il verde per arrivare al cospetto di Mr Franz Josef, il ghiacciaio!
Passo dopo passo si scopre sempre di più il paesaggio, rimangono solo un paio di colline che coprono la mia vista verso la bianca massa.. cammino ancora un po’ e dietro un tornantino eccolo qua!!
Lui, il ghiacciaio, la neve sulla cima delle New Zealand Alps.. come mi sono sentito a mio agio a quel punto non lo provavo da tempo, neve, montagna, freddo, natura.. mi mancano le sciate invernali!!
Piano piano mi addentro nel letto del fiume, per fortuna non pieno, e camminando sull’asciutto arrivo decisamente vicino alla lingua di ghiaccio, decine di foto e profondi respiri, spero sia arrivata anche a voi l’aria fresca e pulita che ho respirato pensando a tutte quelle persone che non  possono godersi questi momenti, l’ho fatto io per voi!!

Sulla via del rientro ha cominciato a piovere, tanto per cambiare, e ho rifiutato le gentili offerte di passaggio in paese (quanto sono cordiali da queste parti!), ho preferito godermi gli ultimi km di cammino sotto la pioggia non torrenziale, vuoi mettere camminare in mezzo alla foresta pluviale in una strada battuta ma non trafficata con il fiume carico che ti scorre a fianco?! a questo punto dopo ore di musica suonata dalla natura ho deciso di mettere su i migliori brani, da “children” di R. Miles, “Somewhere over the rainbow” cantata da Nora Jones a brani storici di Ennio Morricone.. che spettacolo!!

Spero questa goduria arrivi diretta nei vostri stomaci e vi restituisca parte della vita che giorno dopo giorno stiamo perdendo, dimenticando che Madre Natura ci ha messo e ci mantiene al mondo e non monsieur denaro!

Ora scappo a godermi ancora la mia avventura, a presto altri racconti, questi giorni ogni 12 ore ci sono storie ed emozioni a sufficienza per scrivere un libro!!

Un abbraccio grande a tutti!!
See ya!!!





Time to move..

22 02 2009

Dopo una “breve pausa” a Queenstown trascorsa a godermi il bel posto, le montagne, il lago e la vita mondana -se questa è vita mondana… in confronto senigallia è come ibiza!- è arrivata l’ora di andarmene…

Trascorrerò i prossimi giorni a viaggiare lungo la West Coast della Nuova Zelanda, per primo il ghiacciaio alle pendici del Mount Cook, il più alto qua in terra kiwi, e poi non si sà, saranno i miei sentimenti e le impressioni che mi regaleranno i posti che visito a decidere dove andrò e quanto tempo trascorrere in ogni località..

Ora vi saluto, i prossimi giorni non so se riuscirò a pubblicare qualcosa, sicuramente la prossima voltà ci sarà qualcosa di interessante da raccontare.. o forse no? :P

Un saluto a tutti.. e per favore godetevi il carnvale che qua non sanno neanche cosa sia!!